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2002-03 serie C e le Primavere di Caso e Ugolotti

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Il Sora in C1 e la Lodigiani in C2 retrocedono. 

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Frosinone.
In Piedi: Ripa, Lillo, Picciau, Buscicchio, Fattizzo, Cicchetti
Accosciati: Musacco, Testa, Nicoletti, Roma, Pietrucci

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Serie D XIV giornata

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Risultati, prossimo turno, classifiche

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Eccellenza XIII giornata

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Risultati, prossimo turno, classifiche

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Serie C XVII giornata

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Risultati, prossimo turno, classifiche

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Curva Sud e Curva Nord

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Nei primi anni ’70 non c’era l’odio in curva. La sud era mista di laziali e romanisti c’erano qualche sfottò fatto da una pernacchia o una bara di cartone. Poi quando cresceva l’impegno politico, cambiò tutto.

I primi club laziali e romanisti amavano stare in Sud perché dal parterre sottostante uscivano le squadre. Nei derby, però, in virtù di questa situazione di “coabitazione”, la situazione diventava incandescente. Quindi in sud c’erano sempre scazzottate che con gli anni di piombo divennero molto violente. 

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Questo fino al 1973.

L’undici marzo 1973 si gioca Lazio-Roma ore 15.00 allo Stadio Olimpico

Pulici, Facco, Martini, Wilson, Oddi, Nanni, Garlaschelli, Re Cecconi, Chinaglia, Frustalupi, Manverisi per la Lazio di Maestrelli.

Ginulfi, Morini, Peccennini, Salvori, Bet, Santarini, Liguori, Spadoni, Cappellini, Cordova e Scaratti per i giallorossi di Herrera.

Davanti a 78.000 spettatori il risultato finale sarà  2-0 per i biancocelesti con la rete di Garlaschelli e l’autogol di Santarini,

La società biancoceleste, in quanto società ospitante, aveva invitato con un comunicato il tifo laziale ad occupare la Sud.

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I cancelli si sarebbero dovuti aprire alle 11.00 del mattino.

Ma i laziali (ragazzi di Monte Verde dell’ Eur di S. Giovanni ed i lazio boys), consapevoli dell’azione che avrebbero intrapreso e calcolato lo svantaggio numerico, riuscirono ad entrare prima in curva sud piazzandosi sopra l’ambito muretto della Curva Sud.

Quindi i romanisti al loro ingresso in Sud trovarono i tifosi laziali occupare i loro solito posto. Mentre la curva continuava a riempirsi, scoppiarono molte colluttazioni e diversi parapiglia tra biancocelesti e giallorossi fino a quando le “forze dell’ordine” intervennero, entrando sugli spalti per dividere i contendenti. Costringendo di fatto il gruppo dei laziali, rimasti isolati, a trasferirsi nell’angolo verso la Tevere.

 

 

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Il derby successivo all’ unisono i responsabili dei Clubs decidono di pianificare una divisione dei settori per tentare di evitare probabili e prevedibili incidenti

Infatti la Polizia di stato chiamò a se i capi delle associazioni del tifo delle due squadre (Renato Faitella commissario del Centro di Coordinamento Roma club e Tonino Di Vizio assieme a Camiglieri responsabili dei Lazio Club), per evitare nuovi incidenti, “ordinando” ai laziali di occupare la curva Nord e di conseguenza la Sud ai romanisti.

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Particolare di non poco conto, è quello relativo alla eccellente organizzazione del tifo giallorosso (con relativa schiacciante voce in capitolo) e alla disorganizzazione di quello laziale. Basti pensare che fu proprio Renato Faitella a proporre un tunnel per difendere i giocatori al momento dell’entrata in campo dal fitto lancio di bottigliette e agrumi dalla Sud (tunnel mobile realizzato da lì a poco). Da parte della tifoseria laziale ci fu il rammarico di subire senza “battagliare” a quel tavolo, una decisione proveniente dall’alto e ritrovarsi di traslocare in Nord. 

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Ottavi di finale

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Si comincia con Olanda-Stati Uniti a seguire Argentina-Australia

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Gian Carlo Oddi “er Tufello”

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Dall’asfalto del Tufello al tricolore vinto da romano nel suo stadio.
Giancarlo Oddi, l’unico laziale di Roma in quella leggendaria squadra tricolore

Nato il 23 luglio 1948, nel quartiere romano del Tufello, nell’immediato dopoguerra era uno di quei posti che piacevano tanto a Pier Paolo Pasolini. Ovvero ruvido e poco raccomandabile. Comincia a giocare da ragazzino nel Santos Roma, la squadra del suo quartiere ed a quel tempo viene descritto come una promettente mezz’ala. A quattordici anni passa al GATE, la squadra del quotidiano Paese Sera per poi essere acquistato l’anno successivo dall’Almas Roma del quartiere San Giovanni. Qui Oddi arretra la sua posizione in campo trasformandosi prima in mediano di spinta, poi in libero e alla fine in terzino destro.

L’Almas negli anni ’70 ed ‘80, era una vera e propria fucina di talenti per il calcio romano e non solo. Anche il suo futuro compagno Vincenzo D’Amico e il futuro fiorentino Galdiolo partono da lì.

I piedi non sono raffinati. ma mostra già il carattere agonistico sebbene non abbia ancora vent’anni. Tanto che il 16 marzo 1966 sostiene un provino a porte chiuse, insieme ad altri 25 calciatori con la Roma al Flaminio. Ma non si fa niente. Nel 1967 gli osservatori della Lazio lo portano ai campi d’allenamento di Tor Di Quinto. Nella stagione 1967/68 entra nella Primavera, vince il campionato De Martino (allenatore Delfrati), e fa una presenza in Serie B.

I primi tempi con la Lazio. Con Caroletta
I primi tempi con la Lazio. Con Cinquepalmi
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Nel campionato 1973/74 la consacrazione con la conquista dello scudetto. In coppia con Wilson, il capitano (suo caro amico negli anni d’oro per la Lazio), forma quella che per due anni viene considerata la coppia difensiva centrale più forte d’Italia, con la miglior difesa del campionato. Per un triennio gioca 30 partite su 30 senza mai uscire nemmeno per un minuto. Riveste il ruolo di stopper puro con grande affidabilità, sempre incollato al centravanti avversario ed esentato dai compiti di manovra, sebbene sia uno dei pochi stopper a giocare con entrambi i piedi e non gli manchino lucidità e visione di gioco.

In un derby contro Penzo

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Dopo il trionfale scudetto con Chinaglia, “Long John” entra nel giro della Nazionale che sta preparando i Mondiali in Germania assieme a tanti suoi compagni: Re Cecconi, Wilson, Pulici. Nei primi mesi del 1974 viene chiamato in nazionale da Valcareggi, e fino all’ultimo resta in corsa per conquistare una maglia azzurra per i Mondiali, ma alla fine gli viene preferito lo juventino Morini. Con Maestrelli malato, la società capitolina compie l’errore di smembrare la squadra.

Anche Oddi viene ceduto, dopo 132 presenze in sei anni di Lazio. Finisce, insieme al regista Mario Frustalupi, tra le file del Cesena in cambio di Ammoniaci e Brignani.Faranno la fortuna del piccolo club romagnolo che centrò la qualificazione in Coppa UEFA l’anno successivo.

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Queste le parole di Oddi: ”Prima di venire a Cesena due anni prima avevo rifiutato la Juve pur di stare alla Lazio, così quando mi proposero di venire in Romagna, protestai. Costretto accettai, ho fatto l’affare della vita. A Cesena sono stato benissimo, ho trovato pure moglie”

… e diverrà uno dei primi conduttore  televisivi.

Racconta «Erano nate da poco le televisioni libere. Un amico che lavorava a Tele Sei Adriatica mi propose di condurre una trasmissione sul Cesena. Erano gli anni della mia seconda serie A, dall’81 all’83. Fu un grande successo e mi sono pure divertito anche se non ho mai visto il becco di un quattrino»

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1983-84: serie C e Primavere

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La Roma è Campione d’Italia Primavera. Civitavecchia, Frosinone e Lodigiani fanno un campionato tranquillo. Il Latina retrocede in serie D

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Il Corriere dello Sport del 1963

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L’Inter  di Helenio Herrera è campione d’Italia. La Roma di Foni conquista un buon quinto posto. Juan Carlos Lorenzo riporta la Lazio in serie A. In serie C la Tevere Roma si salva all’ultima giornata. Le nostre squadre di serie D disputano un campionato tranquillo. OMI e Anzio trionfano in Prima Categoria. La Lazio è campione negli Allievi

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Oggi a Roma

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2006-07: dilettanti

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Il Bassano Romano di Fazzini, per la prima volta in serie D. Pirillo è il suo bomber

Apuzzo riporta, finalmente, la Lupa in serie D. Barile e Bernardi i cannonieri. Anche il Cynthia torna in serie D.

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