Giuliano Taccola

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Era il 16 marzo del 1969

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Nato ad Uliveto Terme, un paesino del pisano, il 28 giugno del 1943, Taccola, dopo aver girato tra Piemonte, Lombardia e Liguria, si trasferisce nella Capitale nel 1967. In due stagioni, realizza 17 gol in 41 partite e vince una Coppa Italia.

Ma è all’inizio del 1969 che la sua carriera crolla drasticamente, al punto da stroncargli la vita in meno di 3 mesi. Dopo una serie di prestazioni altalenanti, dovute a malesseri fisici e continui attacchi febbrili, Taccola decide di sottoporsi ad un intervento di asportazione delle tonsille.

L’intervento subì delle complicazioni e, stando al parere dei medici, sarebbe dovuto rimanere un mese completo in convalescenza ma i tempi vennero accorciati per volontà della squadra. Qui l’inizio del danno: Taccola usciva dal campo sempre con la febbre e il suo peso era diminuito già di 5 chili, causa antibiotici.

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Il primo forte segnale arrivò il 26 febbraio ’69: durante una partita di allenamento, Taccola svenne in campo ma per l’allenatore Helenio Herrera (detto “Mago”) era comunque disponibile per la trasferta di una settimana dopo a Genova. Ma qui, il giovane attaccante ligure si infortunò al malleolo e 5 giorni dopo accusò un altro malore, mentre la Roma era in ritiro e lui soggiornava in albergo.

Tornato a casa con 39 di febbre, le sue condizioni apparivano sempre più critiche ma venne convocato comunque per la trasferta di Cagliari del 16 marzo, giorno in cui si consumò la tragedia. Durante il ritiro pre-gara, Taccola accusò l’ennesimo malore di quel periodo e lo stato febbrile era aumentato: per questo, Herrera decise di escluderlo dalla gara ed il calciatore si accomodò in tribuna per seguire la partita.

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Poco prima della gara, a Taccola vennero somministrate due pastiglie di antipiretico (detto anche febbrifughi) dal medico sociale giallorosso per provare a “tranquillizzare” il suo status e la sua temperatura corporea segnava 37.4°C. A fine partita il dramma: Giuliano si accascia ancora ma questa volta va in arresto cardiaco e i medici sociali di Cagliari e Roma provarono con la respirazione artificiale a farlo riprendere. Purtroppo, all’arrivo in Ospedale nel capoluogo sardo, Taccola era già privo di vita.

Era il 16 marzo del 1969

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I funerali…
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