Il grande Torino

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“Gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede. E così i ragazzi crederanno che il Torino non è morto: è soltanto “in trasferta”.

Così, sulle pagine del Corriere della Sera scriveva Indro Montanelli per ricordare

il Grande Torino.

 

La tragedia di Superga avvenuto il 4 maggio 1949

Il Grande Torino fu una delle squadre più forti della storia del calcio di tutti i tempi. Cinque scudetti consecutivi, una Coppa Italia e imprese conosciute in tutto il mondo. Il 4 maggio 1949 l’aereo che riportava la squadra da una trasferta in Portogallo andò a schiantarsi contro la basilica di Superga simbolo della città di Torino. Sull’aereo i giocatori, i dirigenti e alcuni giornalisti. Non sopravvisse nessuno

La favolosa squadra nacque, quando Ferruccio Novo, industriale, venne investito del ruolo di Presidente: l’obiettivo era quello di rilanciare il Toro, la cui stella era offuscata dai numerosissimi successi della Juventus. In un decennio Novo riuscì a costruire la squadra più forte della storia del calcio italiano

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Il primo grande acquisto nel ’39 fu quello di Franco Ossola, prelevato dal Varese. Nel 1941, dopo un campionato terminato al settimo posto, il presidente granata operò in maniera massiccia sul mercato, anticipando tutte le dirette concorrenti ed effettuando ben cinque acquisti: Ferraris, Menti, Bodoira, Borel e Gabetto.

Nel campionato 1941-1942 ci fu la rivoluzione tattica, con il passaggio dal “metodo” al “sistema”, ma il Torino arrivò secondo alle spalle della fortissima Roma.

Nel 1942-43 furono acquistati Grezar dalla Triestina  e dal Venezia due giocatori straordinari quali Valentino Mazzola ed Ezio Loik. Ebbene Novo, staccò un assegno da 1 milione e 200 mila lire (più i cartellini di due giocatori), cifra pazzesca per quell’epoca, soprattutto in tempo di guerra.

Novo affidò la direzione tecnica a Janni. I granata partirono male subendo due sconfitte consecutive contro l’Ambrosiana ed il Livorno, ma nel derby della terza giornata batterono 5-2 la Juve. Il torneo fu un lungo testa a testa tra Torino e Livorno, risolto solo all’ultima giornata, grazie al gol decisivo di Valentino Mazzola che andò a segno contro il Bari: Torino 44 punti, Livorno 43.

Valentino Mazzola

Dopo 15 anni il Torino vinse di nuovo lo scudetto, il primo dei cinque consecutivi. Nella stagione 1942/43 il Toro si aggiudicò anche la seconda Coppa Italia con un record senza precedenti: 5 vittorie su 5 partite contro Anconetana, Atalanta, Milan, Roma e Venezia, 20 reti fatte e 0 subite.

A causa della seconda guerra mondiale il campionato del 1944-45 venne diviso in due gironi: i bombardamenti rendevano difficile lo spostamento delle squadre. Il Torino assunse il nome Torino-Fiat e schierò anche Silvio Piola al fianco di Mazzola e Gabetto. Lo scudetto di guerra lo vinse, a sorpresa, il 42° Reggimento dei Vigili del Fuoco di La Spezia, in finale contro il Torino, sconfitto 2-1.

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Poi dal 1945-46 fu un continuo susseguirsi di successi da parte del Torino.Il Grande Torino eguagliò i cinque scudetti di fila, primato già detenuto dalla Juventus (dal 1930-31 al 1934-35), ma, se non ci fosse stata la guerra, i tricolori consecutivi sarebbero stati molti di più.

La sequenza trionfale del Grande Torino si interruppe tragicamente il 4 maggio 1949 alle ore 17,05. I giocatori del Torino tornavano a casa da una trasferta a Lisbona per una partita contro il Benefica, concordata tra i due capitani delle squadre.

Quando ci fu la tragedia di Superga, mancavano quattro giornate alla fine del campionato: il Grande Torino, che aveva già accumulato un certo vantaggio sulla seconda, fu proclamato a tavolino vincitore e il club granata, nelle restanti partite, fu costretto a schierare i giovani. Così fecero sportivamente gli avversari.

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Eccoli i giocatori che perirono a Superga. Valerio Bacigalupo (25 anni, portiere), Aldo Ballarin (27, difensore), Dino Ballarin (23, portiere), Emile Bongiorni (28, attaccante), Eusebio Castigliano (28, mediano), Rubens Fadini (21, centrocampista), Guglielmo Gabetto (33, attaccante), Roger Grava (27, centravanti), Giuseppe Grezar (30, mediano), Ezio Loik (29, mezzala destra), Virgilio Maroso (23, terzino sinistro), Danilo Martelli (25, mediano e mezzala), Valentino Mazzola (30, attaccante e centrocampista), Romeo Menti (29, attaccante), Piero Operto (22, difensore), Franco Ossola (27, attaccante), Mario Rigamonti (26, difensore), Julius Schubert (26, mezzala).

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