Personaggi Maurizio Montesi

«Io sono nato tra i casermoni della bassa borghesia, sono figlio della spaventosa speculazione edilizia di Roma, mio padre è impiegato al Ministero della Marina, mia madre è casalinga, ho due sorelle. La strada mi ha insegnato più dei libri, quando posso continuo a frequentare Piazza Giovane Italia, il quartiere delle Vittorie».

Maurizio Montesi nasce a Roma il 26 luglio 1957

Cresciuto calcisticamente nelle giovanili della Lazio. Nel ‘76 si laurea Campione d’Italia Primavera (in una formazione che poteva contare di Giordano, Manfredonia, Di Chiara…). E nel ’77 vince il Campionato nazionale Dante Berretti.

Giocare in quella Lazio (la prima squadra) non è facile, forse perché piena zeppa di giocatori dal carattere duro, tosto, cosa che ha permesso loro in appena tre anni di passare dalla serie B al titolo di Campione d’Italia. È la Lazio dei Wilson e Martini, dei Re Cecconi e dei Garlaschelli. Non c’è più un leader come Giorgio Chinaglia.

Nella stagione 1977-1978 viene ceduto in prestito all’Avellino, dove contribuisce, con 21 presenze all’attivo, alla storica promozione degli irpini in Serie A. Resta in Campania anche nell’annata successiva (20 presenze in A), mentre all’inizio della stagione 1979-1980 rientra alla Lazio.

Dopo esser diventato un titolare della formazione all’epoca allenata da Roberto Lovati, il 24 febbraio 1980 nella sfida interna contro il Cagliari, in uno scontro di gioco con Giuseppe Bellini, si infortuna gravemente fratturandosi tibia e perone.

Rientrato in campo nella stagione Serie B 1981-1982, dopo una delicata operazione chirurgica, disputò undici incontri in due stagioni finché, il 27 febbraio 1983, nella gara contro la Sambenedettese, un nuovo infortunio alla stessa tibia operata in precedenza, lo costringe ad abbandonare definitivamente la carriera agonistica a soli 26 anni.

In carriera ha totalizzato complessivamente 42 presenze in Serie A e 29 in Serie B.

Il suo pensiero

Montesi è stato uno dei pochi calciatori a segnalarsi per impegno politico e per aver più volte espresso opinioni a giornali e settimanali, concernenti il mondo calcistico “dietro le quinte”.

Nel 1978 rilascia un’intervista al quotidiano Lotta Continua nella quale accusa i dirigenti della squadra in cui militava, l’Avellino, di utilizzare il calcio a fini clientelari e i tifosi locali di non far niente per opporvisi.

Il giorno dell’omicidio del tifoso laziale Vincenzo Paparelli, in un derby Lazio-Roma del 28 ottobre 1979, Montesi, titolare della Lazio con la maglietta n.8, è tra coloro che ritengono di non dover scendere in campo, in una simile situazione. Poi viene convinto dalla maggioranza dei compagni di squadra che il suo gesto isolato non avrebbe potuto cambiare le cose.

In una seconda intervista al settimanale Panorama del 12 novembre 1979, Montesi accusa le società di calcio di sostenere i gruppi ultras con ingressi gratuiti allo stadio, pullman per le trasferte e finanziamenti; attacca la classe politica che avrebbe paura di inimicarsi il serbatoio elettorale dei tifosi e i magnati del calcio che, già allora, avrebbero trasformato uno sport popolare come il calcio in una macchina per far soldi e, pertanto, di non aver alcun interesse a fermare l’escalation della violenza.

Il 6 gennaio 1980, la domenica che vede in campo Milan e Lazio, una delle partite più “chiacchierate” dello scandalo scommesse, lui decide di tirarsi fuori, di non scendere in campo, accusando un infortunio che ai più sembra una scusa.

Il 4 marzo 1980 rilascia un’altra intervista a la Repubblica nella quale rivela con qualche settimana di anticipo rispetto all’inchiesta giudiziaria quello che sarà definito lo scandalo del Totonero. Per tutta risposta, Montesi risulterà coinvolto in tale vicenda e squalificato per quattro mesi per omessa denuncia.

Insomma, “molti nemici, molti onori” sembra essere coniata per lui! E quindi non stupisce che qualcuno vuole fargliela pagare, qualche compagno di squadra, forse tutta la squadra, forse anche gli avversari…

Comunque Montesi lascia il calcio non per le sue opinioni contro il Sistema ma   soprattutto per i gravi infortuni!!!

Lasciato il calcio, di Maurizio Montesi si occuperanno le cronache per motivi extracalcistici. Nel 1984 viene arrestato a Londra per possesso di stupefacenti, quindi nel 1992 viene condannato a 4 anni di carcere per traffico di stupefacenti.

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