1914-15: la Lazio Campione d’Italia?

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Cerchiamo di ripercorrere in modo semplice ed oggettivo quello che accadde nel campionato (Prima Categoria) del 1914-1915: è la 18ª edizione della serie A, disputata tra il 4 ottobre 1914 e il 23 maggio 1915. Il campionato sarà sospeso a causa dell’ingresso dell’Italia nella prima guerra mondiale.

Siamo ancora ad un calcio pioneristico. Ci sono difficoltà ad omologare i risultati. Alcune partite vengono sospese per le intemperanze tra giocatori o tifosi. Diverse squadre si ritirano (per protesta o problemi economici). La Federazione e i Comitati Regionali (in ambito locale) hanno, quindi, difficoltà ad omologare i risultati delle partite. A testimoniare il clima di tensione, ci sono i resoconti delle partite pubblicati sui giornali, che suscitano notevoli polemiche. E quindi gli esiti finali dei campionati non sempre sono corretti.

Nell’estate del 1914 la Federazione riduce la partecipazione al campionato di Prima Categoria a discapito delle squadre del Sud. Il Comitato Regionale Laziale alla vigilia dell’assemblea federale, che si deve tenere a luglio a Torino, organizza una riunione con le quattro principali società romane (Pro Roma, Lazio, Audace e Juventus).

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Nel Lazio, c’è il problema campi (quelli ritenuti adatti sono soltanto quattro: Farnesina, Due Pini, Piramide e Dell’Olmo). Spetterà ai dirigenti Tonetti (Audace) e Corradini (Pro Roma) il compito di rappresentare il calcio romano e laziale in sede assembleare. C’è da portare avanti, ancora una volta, la protesta contro la trascuratezza del Nord nei confronti del calcio del Centro-Sud e sostenere la richiesta delle squadre laziali a partecipare alla Prima Categoria del 1914-15.

Ma le loro istanze restano del tutto inascoltate perché la F.I.G.C. modifica i campionati, creando un ulteriore divario tra l’attività del Nord e quella del Centro-Sud.

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Nel regolamento del format del campionato 1914-15 gli articoli dal 5 al 13 (relativi ai campionati di Prima Categoria, Riserve, Promozione e Terza Categoria) riguardano implicitamente solo i gironi settentrionali, relegando agli articoli successivi (dal 14 al 16) il regolamento dei tornei di ogni categoria disputati nell’Italia Centrale, Meridionale e Insulare. Questo a conferma di come la Federazione mettesse in secondo piano il movimento calcistico del Centro-Sud rispetto a quello del Nord; il Comitato Regionale Lazio, inoltre, chiese invano che i due campionati potessero concludersi a breve distanza l’uno dall’altro, onde evitare che la finalista peninsulare arrivasse a disputare la finalissima nazionale dopo uno stop di alcuni mesi e un inevitabile scadimento di forma, com’era accaduto nel biennio precedente. Infatti le finali degli anni precedenti furono:

1913-14: Casale campione d’Italia

Casale-Lazio 7-1

Lazio-Casale 0-2

1912-13: Pro Vercelli campione d’Italia

Pro Vercelli-Lazio 6-0 finale unica a Genova

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La formula (non c’era ancoro il girone unico) prevedeva una finalissima tra la vincente del torneo settentrionale e la vincitrice del torneo centro-meridionale.

Il torneo settentrionale era strutturato in sei gironi locali composti da sei squadre ciascuno.  La fase nazionale si articolava su gironi di semifinale di quattro squadre ciascuno, le cui vincitrici accedevano al girone finale per l’assegnazione del titolo settentrionale.

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Il girone finale Nord non fu completato per la sopraggiunta sospensione bellica. Non fu quindi disputata l’ultima giornata, in programma il 23 maggio, che prevedeva Inter-Milan e Torino-Genoa

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Il torneo centro-meridionale, secondo le previsioni originarie, doveva essere diviso in tre Sezioni su base geografica: Centrale (Marche, Toscana, Umbria, Lazio e Abruzzi), Meridionale (Campania, Calabria, Basilicata e Puglie) e Insulare (Sicilia e Sardegna).

Alla competizione, tuttavia, parteciparono solo club di Toscana, Lazio e Campania, e la FIGC cambiò in corsa le regole ammettendo al girone finale dell’Italia Centrale le prime due classificate dei campionati di Lazio e Toscana. E limitando ad uno scontro diretto tra le due uniche squadre iscritte (Internazionale Napoli e Naples) per determinare la vincente dell’Italia Meridionale.

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La semifinali dell’Italia meridionale

Le partite del 18 e del 25 aprile (Internazionale-Naples 4-1 e Naples-Internazionale 1-1) furono annullate per irregolarità nel tesseramento dei giocatori Pellizzoni e Steiger dell’Internazionale. E fatte ripetere il 16 e il 23 maggio. I due match si conclusero, nuovamente, con un successo a testa, fatto che in teoria avrebbe reso obbligatorio uno spareggio per determinare la finalista del torneo centro-meridionale. Tuttavia, secondo fonti dell’epoca, la sfida del 23 maggio vinta dal Naples non fu omologata e, stante la sospensione definitiva del campionato, l’Internazionale Napoli sarebbe stata proclamata campione campana.

Nonostante non furono disputatele le gare Inter-Milan e Torino-Genoa (Inter e Torino, oltre al Genoa potevano arrivare primi nel girone settentrionale) e Lazio- Internazionale Napoli (per determinare la vincente centro-meridionale), la vittoria del torneo fu assegnata al Genoa, per una decisione arbitraria presa dalla FIGC nel periodo postbellico

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