Gian Carlo Oddi “er Tufello”

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Dall’asfalto del Tufello al tricolore vinto da romano nel suo stadio.
Giancarlo Oddi, l’unico laziale di Roma in quella leggendaria squadra tricolore

Nato il 23 luglio 1948, nel quartiere romano del Tufello, nell’immediato dopoguerra era uno di quei posti che piacevano tanto a Pier Paolo Pasolini. Ovvero ruvido e poco raccomandabile. Comincia a giocare da ragazzino nel Santos Roma, la squadra del suo quartiere ed a quel tempo viene descritto come una promettente mezz’ala. A quattordici anni passa al GATE, la squadra del quotidiano Paese Sera per poi essere acquistato l’anno successivo dall’Almas Roma del quartiere San Giovanni. Qui Oddi arretra la sua posizione in campo trasformandosi prima in mediano di spinta, poi in libero e alla fine in terzino destro.

L’Almas negli anni ’70 ed ‘80, era una vera e propria fucina di talenti per il calcio romano e non solo. Anche il suo futuro compagno Vincenzo D’Amico e il futuro fiorentino Galdiolo partono da lì.

I piedi non sono raffinati. ma mostra già il carattere agonistico sebbene non abbia ancora vent’anni. Tanto che il 16 marzo 1966 sostiene un provino a porte chiuse, insieme ad altri 25 calciatori con la Roma al Flaminio. Ma non si fa niente. Nel 1967 gli osservatori della Lazio lo portano ai campi d’allenamento di Tor Di Quinto. Nella stagione 1967/68 entra nella Primavera, vince il campionato De Martino (allenatore Delfrati), e fa una presenza in Serie B.

I primi tempi con la Lazio. Con Caroletta
I primi tempi con la Lazio. Con Cinquepalmi
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Nel campionato 1973/74 la consacrazione con la conquista dello scudetto. In coppia con Wilson, il capitano (suo caro amico negli anni d’oro per la Lazio), forma quella che per due anni viene considerata la coppia difensiva centrale più forte d’Italia, con la miglior difesa del campionato. Per un triennio gioca 30 partite su 30 senza mai uscire nemmeno per un minuto. Riveste il ruolo di stopper puro con grande affidabilità, sempre incollato al centravanti avversario ed esentato dai compiti di manovra, sebbene sia uno dei pochi stopper a giocare con entrambi i piedi e non gli manchino lucidità e visione di gioco.

In un derby contro Penzo

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Dopo il trionfale scudetto con Chinaglia, “Long John” entra nel giro della Nazionale che sta preparando i Mondiali in Germania assieme a tanti suoi compagni: Re Cecconi, Wilson, Pulici. Nei primi mesi del 1974 viene chiamato in nazionale da Valcareggi, e fino all’ultimo resta in corsa per conquistare una maglia azzurra per i Mondiali, ma alla fine gli viene preferito lo juventino Morini. Con Maestrelli malato, la società capitolina compie l’errore di smembrare la squadra.

Anche Oddi viene ceduto, dopo 132 presenze in sei anni di Lazio. Finisce, insieme al regista Mario Frustalupi, tra le file del Cesena in cambio di Ammoniaci e Brignani.Faranno la fortuna del piccolo club romagnolo che centrò la qualificazione in Coppa UEFA l’anno successivo.

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Queste le parole di Oddi: ”Prima di venire a Cesena due anni prima avevo rifiutato la Juve pur di stare alla Lazio, così quando mi proposero di venire in Romagna, protestai. Costretto accettai, ho fatto l’affare della vita. A Cesena sono stato benissimo, ho trovato pure moglie”

… e diverrà uno dei primi conduttore  televisivi.

Racconta «Erano nate da poco le televisioni libere. Un amico che lavorava a Tele Sei Adriatica mi propose di condurre una trasmissione sul Cesena. Erano gli anni della mia seconda serie A, dall’81 all’83. Fu un grande successo e mi sono pure divertito anche se non ho mai visto il becco di un quattrino»

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