Vincenzo D’Amico: gli esordi

Vincenzo D’Amico nasce a Latina il 5 novembre 1954 e da molti addetti ai lavori è considerato l’ultima bandiera biancazzurra per il suo attaccamento alla maglia e alla Società.

La classe cristallina lo porta a giocare giovanissimo per la squadra degli allievi provinciali C.O.S. Latina e poi passa nelle giovanili dell’Almas Roma.

La squadra degli Allievi Provinciali C.O.S. Latina del 1967 con un giovanissimo D’Amico. Da sin. in piedi: l’allenatore Antonelli, Bruschi, Tobaldi, Giancola, Latini, Guercio, Drago, Agostini; in ginocchio da sin. Forcina, Panigutti, Miranda, Ulgiati, D’Amico, Stefani.

A Roma frequenta il “Leonardo da Vinci” di via Cavour. L’ aspirante ragioniere viene convocato dall’ allenatore della scuola, professore d’ educazione fisica per le selezioni della scuola. C’è la partecipazione per lo Junior Club (importantissimo torneo studentesco romano).

E’ il febbraio del 1970, gli studenti di Roma – come nel resto d’ Italia – si stanno impegnando a cambiare il sistema.

Racconta “Abbiamo perso nei quarti contro il Vallauri, ai rigori. Giocavo trequartista, spostato a sinistra. A vederci veniva tutta la scuola, sempre. Ma non ci sono mai stati scontri, né in campo, né fuori. Bellissima esperienza. Lo Junior Club era considerato un torneo romanista, i laziali lo boicottavano. Beh, a 15 anni giocavo nell’Almas. E, infatti, l’anno dopo, quando venni tesserato dalla Lazio, smisi di giocare lo Junior Club”. 

 L’ anno successivo Carletto Galli, osservatore della grande Lazio di Lenzini, lo tirò fuori dai campi in terra della serie D per garantirgli il numero otto nella Primavera bianco-azzurra, partecipa anche al Campionato De Martino segnalandosi tra i migliori elementi delle giovanili. Nella stessa annata entra saltuariamente nel giro della prima squadra, allenata da Juan Carlos Lorenzo La stagione dopo ancora, stessa categoria, riuscì ad ottenere il 10 sulla schiena e nel maggio del 1972, sempre minorenne, gambe magre e svelte, esordì all’ Olimpico: Lazio-Modena 2-1, serie B, due gol di Chinaglia.

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Il 5 ottobre successivo, nel corso di un’amichevole a Rieti, subisce un infortunio ai legamenti del ginocchio, che lo costringe a saltare l’intero campionato 1972-1973.

Una volta ristabilito, debutta in Serie A il 14 ottobre 1973 in Lazio-Sampdoria (1-0), diventando titolare nella formazione allenata da Tommaso Maestrelli che lo preferisce a Pierpaolo Manservisi, con il compito di assistere il centravanti Giorgio Chinaglia. Nel contesto di una squadra divisa in clan, D’Amico mantiene una posizione neutrale, sotto la diretta tutela di Maestrelli dovuta alla giovane età. Alla sua prima stagione completa tra i titolari totalizza 27 presenze con due reti (tra cui una nel derby di ritorno, contro la Roma); vince lo scudetto e viene premiato come miglior giovane del campionato.

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Convocato nella nazionale Juniores già a partire dal 1971, colleziona in seguito una presenza nella nazionale Under-23, nel 1973, e 7 nella nazionale B

Non riuscirà mai a indossare la maglia della nazionale maggiore, anche a causa di incomprensioni di natura tattica con il commissario tecnico Enzo Bearzot e per la concorrenza di Franco Causio e Claudio Sala. Viene convocato per la prima e unica volta nel settembre 1980, in vista delle partite contro il Lussemburgo e la Danimarca, senza scendere in campo; a causa di ciò, nel dicembre successivo attacca il CT, reo di averlo escluso senza spiegazioni.

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