Juan Carlos Lorenzo

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Nato a Buenos Aires nel 1922, Juan Carlos Lorenzo è stato nella Capitale in tre diversi momenti.

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La prima avventura romana và dal 1962 al 1965.

Nel primo anno di Lazio trova una situazione complicata. Commissariata dalla Lega per problemi finanziari, la Lazio è appena retrocessa in Serie B. Però, il mago Lorenzo centra il secondo posto che vale la risalita immediata.

Nell’annata sportiva successiva chiuse all’ottavo posto in classifica.

Quando tutto sembra filare per il verso giusto, arriva il primo colpo di teatro della sua lunga esperienza laziale. Le casse della Lazio sono ancora vuote e il club punta al ripianamento dei debiti. Ma è proprio Lorenzo a sfilarsi, accettando addirittura l’offerta della Roma.

Con Maraschi
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L’argentino si trasferisce in giallorosso e in un solo anno a Trigoria riesce persino a conquistare la Coppa Italia, unico trofeo italiano della sua carriera. Alla Roma la situazione finanziaria non è affatto migliore rispetto a quella lasciata sull’altra sponda del Tevere. E sempre il tecnico prova a superare questa disfunzione economica organizzando in gran segreto una raccolta fondi che passerà alla storia con il nome di Colletta del Sistina, in quanto fu concepita nell’omonimo teatro romano

Con Schnellinger e De Sisti nell’esperienza romanista

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Nel 1968-69 va in scena il secondo atto.

Fa dunque il suo ritorno alla Lazio, riportato in biancoceleste dal patron Umberto Lenzini per portare nuovamente i biancocelesti in Serie A. Obiettivo che gli riesce ancora una volta al primo tentativo. Ed è sua l’intuizione di portare in prima squadra due ragazzi militanti nelle fila dell’Internapoli e destinati a fare la fortuna della squadra del primo scudetto guidata da Tommaso Maestrelli: Giorgio Chinaglia e Pino Wilson.

Eccolo di nuovo alla guida della Prima Squadra della Capitale, che compì un percorso identico al precedente: promozione in Serie A ed ottavo posto nel campionato successivo. Nel 1970/71 un generale decadimento della squadra, determinarono l’ennesima, inaspettata retrocessione in Serie B e di conseguenza l’esonero di Lorenzo che arrivò con uno scarno comunicato il 30 maggio.

 

Con Lenzini
Con Chinaglia
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La terza, ed ultima, esperienza di Lorenzo sulla panchina della Lazio inizia il 3 ottobre 1984, chiamato da Chinaglia, divenuto nel frattempo presidente. Giorgione fu però costretto a sostituirlo con il duo Oddi-Lovati che niente poté per evitare la vergognosa retrocessione di una squadra piena di grandi nomi come Bruno Giordano, Lionello Manfredonia, Vincenzo D’Amico, Michael Laudrup e Joao Batista.

Si è spento nella sua città natale il 14 novembre 2001.

Con il Presidente Giorgio Chinaglia
Con Giordano, Laudrup, Batista, D’Amico
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