Il Banco Roma Basket

Basket e calcio.

Banco Roma e Roma un viaggio parallelo nel biennio 1982-83 e 1983-84

Molte le analogie.

Due grandi allenatori:

Valerio Bianchini e Niels Liedholm.

Due capitani romani:

Fulvio Polesello e Agostino Di Bartolomei.

Due grandi direttori d’orchestra oltreoceano:

Larry Wryght e Paulo Roberto Falcao

Tanti romani protagonisti:  

Gilardi, Sbarra, Castellano Conti, Righetti, Chierico

Un dualismo di trionfi, quello capitolino, che divenne realtà concreta solo in ambito nazionale. La Roma sfiorò per un soffio la coppa dei campioni all’Olimpico in quel 30 maggio 1984

La costruzione della Banco Roma comincia con l’arrivo sulla panchina di Valerio Bianchini, nell’estate del 1982: il Vate è reduce dallo scudetto conquistato nel 1981 con Cantù. La squadra ha una forte componente giovane italiana (e romana): Fulvio Polesello (grande capitano e grande persona dentro e fuori dal campo), Enrico Gilardi (leader carismatico silenzioso, giocatore di enorme intelligenza tattica), Stefano Sbarra, Marco Solfrini e Renzo Tombolato. Sotto canestro c’è Kim Hughes, ma un infortunio lo costringe ai box nel finale di stagione, dove viene rimpiazzato con Clarence Kea, prelevato dai Detroit Spirits all’alba dei playoff. Ma la vera superstar americana è un folletto nero di soli 175 cm proveniente dal profondo Sud: Larry Wright.

Al termine di una cavalcata indimenticabile per tutti i tifosi capitolini si arriva alla sfida tra la capitale politica e quella economica che registra uno share televisivo clamoroso, un PalaEureffetto bolgia

Enrico Gilardi

Le tre grandi partite contro Milano

Finalissima in un Pala Eur gremito in ogni ordine di posto (le cronache dell’epoca parlano di 17.000 spettatori presenti, di cui 15.000 paganti)

La partita significò scudetto (il primo della storia) significò festa collettiva insieme alla Roma calcistica unita dal tripudio collettivo e significò approdo in diretto in coppa dei campioni.

Larry Wright

Campioni d’Europa

La finalissima

29 marzo 1984 al Patinoire di Ginevra, in Svizzera.

Banco Roma-Barcellona 79-73

La partita si presentava come una sfida che avrebbe iscritto per la prima volta nell’albo d’oro della Coppa dei Campioni una delle due contendenti. Se il Barcellona era ormai un classico ad alti livelli, senza però alzare al cielo alcun trofeo in campo europeo, i capitolini erano al debutto assoluto nella manifestazione. Inoltre i problemi vissuti in stagione da Larry Wright, protagonista indiscusso in campo, ma che aveva saltato la fase iniziale della stagione per un infortunio e che poi aveva fatto rientro in America subito la mancata ammissione ai play-off scudetto (solo noni in stagione regolare), rischiava di compromettere tutto. Ma poi, l’atmosfera della Svizzera cambiò tutto, e divenne oro…..

Il tabellino della finale di Ginevra

Bancoroma: Wright 27 (13/32), Sbarra 8 (2/7), Kea 17 (6/11), Tombolato 5 (1/3), Gilardi 4 (1/6), Polesello 8 (2/4), Solfrini 8 (4/8), Bertolotti 2 (1/5), Salvaggi n.e., Grimaldi n.e. All. Bianchini
Barcellona: Santillana n.e., Seara 2 (1 /2), Sibilio 4 (2/4), Solozabal 6 (3 /4), Flores n.e., Ansa 11 (3/7), Starks 12 (5/8), De La Cruz 4 (1 /2), Davis 3 (1/ 2), San Epifanio 31 (12/19). All. Serra
Arbitri: Grigoriev (Urss), Rigas (Gre)
Spettatori: 8000

Note: Tiro: Bancoroma 30/76, Barcellona 28/48. Tiri liberi: Bancoroma 19/27, Barcellona 17/21. Rimbalzi: Bancoroma 21 (Kea 9), 11 offensivi; Barcellona 16 (Davis 5), 4 offensivi. Palle perse: Bancoroma 7 (Bertolotti 2), 4 recuperi; Barcellona 14 (Davis 5), 10 recuperi

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